Comunicato stampa su sospensione della collaborazione con la Fondazione Olitec
Sono emerse in questi giorni alcune notizie che riguardano la sospensione di un accordo del Liceo vescovile di Pontremoli con la fondazione Olitec. In merito, dunque, a questa vicenda ci teniamo a precisare quanto segue.
Nel numero 42 del settimanale diocesano “Toscana Oggi-Vita Apuana”, pubblicato lo scorso 9 novembre, è apparsa un’intervista al preside del Liceo vescovile, don Pietro Pratolongo, dove si annunciava la proposta di collaborazione con la Fondazione Olivetti Tecnologia e Ricerca (Olitec) per l’introduzione all’interno del percorso scolastico delle discipline “Bria” (Bioinformatica, realtà immersiva e intelligenza artificiale) attraverso il “Percorso Magellano Italia 2025”, in base al quale fornire ai giovani strumenti per affrontare il loro futuro professionale, in un epoca in cui la conoscenza scientifica e tecnologica risulta cruciale per accedere agli sbocchi lavorativi del nuovo mercato globale ed è importante non solo saperla utilizzare ma anche conoscerne gli aspetti antropologici, morali ed etici, implicati .
Lo scorso 29 novembre a Pontremoli si è tenuto un convegno intitolato “Aerospazio e difesa, un’opportunità per il territorio”, patrocinato dal Comune di Pontremoli e promosso da una cordata di imprese del settore dell’industria militare, dove veniva diffuso il messaggio di come gli investimenti in questo ambito potessero fare da “volano” per l’economia della Lunigiana, offrendo ai giovani la possibilità di un impiego professionale in loco. In quella circostanza, il responsabile della Fondazione Olitec, Massimiliano Nicolini ha annunciato che dal mese di settembre 2026 si sarebbe aperto un percorso triennale di studi sulla bioinformatica presso il Liceo vescovile di Pontremoli.
A questo proposito desideriamo comunicare che nessun accordo era ed è stato stipulato con il signor Massimiliano Nicolini, né direttamente con la sua persona, né tantomeno con la Fondazione Olitec. Certo erano in corso colloqui e approfondimenti, come accennato sopra, ma, proprio sulla base di ciò che è emerso , desideriamo esprimere la netta distanza del Liceo vescovile e della diocesi apuana, di cui il vescovo monsignor Mario Vaccari è il titolare e legale rappresentante, da questa progettualità.
Le interlocuzioni intercorse erano state intraprese solo con l’obiettivo della crescita umana e spirituale degli studenti, che non può di certo essere perseguita con iniziative volte al sostegno delle politiche di aumento degli armamenti che giustificano la logica della guerra, quando desideriamo invece che non solo l’educazione alla pace sia alla base della proposta educativa del Liceo vescovile, ma la cultura della pace e diventare ‘operatori di pace’ – non solo pacifisti, dunque, ma anche pacificatori – debba avere un’attenzione costante da parte della comunità cristiana.