Non smette di ringraziare Papa Leone, anche quando la celebrazione della Santa Messa, iniziata alle ore 9, è conclusa e tutti con pazienza si stanno preparando ad uscire il Santo Padre esce ancora (e a sorpresa) a salutare i suoi ragazzi: “Grazie di nuovo a tutti voi, grazie per la musica e a tutti coloro che hanno lavorato per preparare questo Giubileo”. Poi il Pontefice rivolge un pensiero particolare a quanto vivono in zone di conflitto; esorta infatti: “chiedo che voi portiate un saluto anche a tanti giovani che non hanno potuto stare qui con noi, perché vivono in paesi da cui è impossibile uscire […] portate questa gioia e questo entusiasmo a tutto il mondo: voi siete sale della terra, voi siete luce del mondo. Portate questo saluto a tutti i vostri amici, a tutti i giovani che hanno bisogno di un messaggio di speranza”.
Già durante il suo primo intervento, al termine della celebrazione, Leone aveva affermato con forza la sua vicinanza agli abitanti dei territori colpiti da conflitti: “siamo più vicini che mai ai giovani che sperimentano le maggiori sofferenze a causa di altri esseri umani: siamo vicini ai giovani di Gaza, dell’Ucraina, a coloro che vedono le loro terre insanguinate dalla guerra. Voi siete il segno che un mondo diverso è possibile: un mondo di fraternità, di amicizia”.
Un pensiero commosso è stato poi rivolto, come già accaduto durante la veglia di ieri sera, a Maria e Pascale, le giovanissime ragazze che sono mancate proprio mentre si apprestavano a raggiungere Roma per partecipare al Giubileo.
Durante l’omelia, Papa Leone ha invece richiamato alla pagina del Vangelo proclamata durante la celebrazione dicendo che in essa troviamo una risposta importante alle domande di senso che ciascuno di noi si pone: “La pienezza della nostra esistenza non dipende da ciò che accumuliamo né da ciò che possediamo: è legata piuttosto a ciò che con gioia sappiamo accogliere e condividere.
Comprare, ammassare, consumare non basta. Abbiamo bisogno di alzare gli occhi, di guardare in alto alle ‘cose di lassù’ per renderci conto che tutto ha senso, tra le realtà del mondo, solo nella misura in cui serve ad unirci ai fratelli”.
Proprio a questo passo ha fatto riferimento un giovane partecipante, Andrea Massa, che al termine della celebrazione ha commentato:
“Sì è vero in questo momento c’è stanchezza, ma c’è anche tanto stupore per la presenza di tutte queste persone qui oggi. Le parole che più mi hanno colpito sono l’invito del Papa ad ‘andare oltre’ e a ‘guardare verso l’alto’. È un invito che ci rivolge anche il beato Pier Giorgio Frassati, molto caro all’associazione di cui faccio parte (Azione Cattolica n.d.r.). Sono due giorni che Papa Leone ci invita ad essere coraggiosi, a ricordarci che Dio ci ha già salvato e dobbiamo guardare avanti…’oltre’. Noi partecipanti siamo tutti insieme, felici di tornare da questa esperienza sicuramente stancante ma che ricarica e dà speranza”.
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